UN DETTATO GRAFICO    IN DAD

UN  DETTATO  GRAFICO   IN DAD

con la tecnica di Micol Blanchard

        by Catia Morresi

In questo particolare momento che ha visto, noi docenti rimetterci in gioco e i bambini familiarizzare con i mezzi digitali, la voglia di far arte non si è arrestata e così abbiamo loro proposto, un dettato grafico ad arte, legato al nostro Progetto Aria.METODOLOGIA
L’intento è stato proporre ai bambini di diventare veri protagonisti nell’ apprendimento di aspetti concettuali importanti come la spazialità e la lateralità, certe che l’agire potenzia l’apprendimento.

Come è d’abitudine a scuola, i bambini sono stati invitati ad osservare il quadro di Carolina Coto intitolato “Le case pazzarelle” e “L’albero degli aquiloni” di Antonio Calabrese, due autori che in due opere d’arte potevano racchiudere aspetti presenti nella nostra programmazione. E’ stato lasciato spazio all’osservazione e all’espressione di emozioni e stati d’animo, al racconto dei particolari osservati e dei colori utilizzati dagli artisti.

STEP DEL DETTATO GRAFICO
_ predisposizione del materiale necessario comunicati il giorno precedente: un foglio in A3, tutti i colori presenti in casa, carta colorata;
_ metti il foglio in orizzontale
_ traccia una linea obliqua circa a metà foglio
_ disegna con la matita a sinistra sopra la linea 2 o 3 casette strambe tipo quelle di Carolina Coto
_ disegna porte e finestre, ripassa e colora con colori brillanti
_ disegna su un foglio marrone una sagoma di un albero (soltanto tronco e rami)
_ ritaglia la sagoma
_ incolla la sagoma al centro del foglio vicino la linea obliqua
_ a destra dell’albero disegna te stesso insieme ad un amico o familiare

_ sotto la linea obliqua disegna con il colore che preferisci una spirale grande
_ cambia colore e disegna una spirale piccola
_ cambia colore e disegna una spirale media e tre piccole
_ cambia colore e disegna una spirale molto grande, la più grande di tutte
_ riempi tutta la parte sotto la linea di spirali, riempi tutto lo spazio
_ decora le spirali grandi con puntini, cerchietti, piccole spirali, quello che vuoi
_ colora tutta la zona con gli acquerelli utilizzando più colori;

_ allo stesso modo colora il cielo
_ su un foglio bianco disegna un sole, delle farfalle e degli uccellini e colorali
_ prendi i rombi colorati  già ritagliati e incollali sopra l’ albero in modo che gli aquiloni siano pronti per volare
_ incolla in alto il sole, le farfalle e gli uccellini
_ Bene!!! L’opera d’arte è quasi finita se vuoi incolla dei fili agli aquiloni.

Dopo la restituzione dei lavori, ho inviato un racconto sull’ amicizia e sulla libertà inerente alla opera d’arte prodotta: “L’uccellino aquilone” di Alessia Pellegrini.

L’uccellino aquilone
favola inedita per bambini e per chi sogna la libertà
di Alessia Pellegrini

Un giorno Otto stava giocando da solo in giardino, sotto il grande albero. A un certo punto, un rumore attirò la sua attenzione. SBAM
Guardò a terra e lo vide: era un uccellino piccolo piccolo.
“Sei caduto dal tuo nido?”, chiese Otto.
“Cip”, rispose l’uccellino. Da quel momento divennero amici.
L’uccellino era troppo piccolo per poter tornare al suo nido tra i rami: non aveva ancora imparato a volare.  “Vedrai che anche camminare non è così male”, gli disse Otto. “Cip?”, chiese l’uccellino. Ma le cose non andarono esattamente come Otto sperava: l’uccellino era troppo piccolo e per strada la gente rischiava di investirlo, spingerlo e urtarlo.
“Cip Cip Cip!”, si lamentava l’uccellino. Allora Otto decise che gli avrebbe insegnato a volare. “Faremo come quando volano gli aquiloni”, gli spiegò.
“Cip”, rispose l’uccellino. Quindi Otto prese la sua cassetta delle cose speciali, tirò fuori un pezzo di filo abbastanza lungo e lo legò a una zampetta dell’uccellino. Prima però gli chiese: “Posso?”.
“Cip…”, rispose esitante l’uccellino.
Otto legò il filo alla zampetta in modo delicato, senza stringere troppo. “Adesso potrai volare come un uccellino aquilone! Lasciati trasportare dal vento”.
L’uccellino aveva un po’ paura, ma quando fu in aria… Incredibile! Il vento lo trasportava qua e là, come se volasse. La mano del suo amico bambino teneva l’altro capo del filo e così lui si sentiva al sicuro. Giorno dopo giorno Otto e il suo uccellino aquilone si divertivano a correre per i campi, attraversare la campagna, uno camminando e l’altro volando.
Erano molto legati uno all’ altro. Un giorno, però, accadde qualcosa. Tirava un forte vento e l’uccellino non era più così leggero, come quando era caduto dal suo nido sull’ albero. Era diventato più grande e più paffuto.
Otto faceva fatica a tenere il filo; il vento sembrava volerglielo strappare di mano!
Alla fine, una folata più forte delle altre ebbe la meglio: Otto lasciò andare il filo.
“Uccellino!”, gridò spaventato.
“Cip?”, chiese l’uccellino, che non si era accorto di niente. Otto lo guardò con grande sorpresa.
“Uccellino! Uccellino! Stai volando, stai volando da solo!”
Solo allora l’uccellino si accorse che Otto aveva lasciato il filo e che non era il vento a farlo volare, ma le sue ali diventate forti e grandi.
“Cip Cip Cip!”, ringraziò dall’alto l’uccellino.Quella fu l’ultima volta che si videro.
Anche senza il filo, però, Otto e l’uccellino aquilone rimasero per sempre legati.

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Buon lavoro da#progettoinfanzia che vi attende ai suoi atelier e webinar partecipati /corsi formativi  per proporre arte e immagine nella scuola

2 pensieri su “UN DETTATO GRAFICO    IN DAD

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