Imparo attraverso la mia mano

Imparo attraverso la mia mano

di Angela Maria Bonarrigo 

“Imparo attraverso la mia mano” rappresenta una sintesi riassuntiva di un percorso più ampio dedicato al pregrafismo.

L’intero percorso didattico si è basato su una commistione di idee. I metodi coinvolti sono stati: il metodo laboratoriale, conosciuto grazie ai corsi svolti sotto la guida di Micol Blanchard (progetto infanzia), il Metodo Venturelli e le opere di Tullet.

              con il rosso creo un tracciato circolare : 
              e ogni tracciato un suono  .......OOOHHH

    

L’obiettivo principale di questo percorso didattico è stato quello di gettare le basi per l’educazione al gesto grafico e approfondire la conoscenza dei colori primari e secondari. L’attività svolta è stata ideata per bambini di tre e quattro anni. Il percorso elaborato si è ispirato al libro “Colori” di Hervé Tullet.

      metto insieme il blu e il giallo: giro giro giro e ....OOOHHH : 
                         ottengo il verde

    

Il momento iniziale dell’attività è stato la lettura del libro, ogni bambino è entrato in interazione diretta con il testo. La componente principale di questo tipo di libri, infatti, è rendere il bambino protagonista diretto dell’opera, attore attivo del sapere.

In seguito, settimanalmente, all’interno di un setting laboratoriale, veniva ripresa la parte interessata del libro e si dava la possibilità ai bambini di ricreare la pagina in oggetto.

 

Seguendo i dettami della

dottoressa Venturelli per facilitare la memorizzazione dei diversi segni grafici è stato associato a ogni tratto un suono e come strumento grafico è stato utilizzato “il dito pennello”.

La conoscenza, infatti, non passa solo attraverso gli occhi, ma attraverso l’intero corpo.

Il dito, trasformandosi in “dito pennello”,

permette al bambino di sperimentare direttamente i movimenti utili a ottenere i diversi tratti.

Per rafforzare questo processo conoscitivo ho scelto di utilizzare i colori a dita.

 

Micol Blanchard durante ogni corso ribadisce l’importanza del lavoro autentico svolto dal bambino e del rispetto con il quale bisogna trattare ogni creazione di ogni singolo alunno.

Proprio per questo i bambini, dopo essere stati invitati a osservare bene la pagina del libro e ad ascoltare bene il suono,

hanno lavorato in libertà.

Per rispettare la soggettività del lavoro ho messo a disposizione dei bambini cartoncini bianchi senza intestazione.

Solo in un secondo tempo ho montato i lavori cercando di rispettare il loro essere.

Complimenti Angela,  amare il proprio lavoro significa dare continuamente  il meglio di noi per poterci confrontare,  per discutere, per sperimentare, per realizzare nuove idee,  uno dei  modi per migliorarsi,  per dare una ulteriore sferzata  alla propria crescita personale.

Grazie #micolblanchard

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Buon lavoro da#progettoinfanzia che vi attende ai suoi atelier partecipati /corsi formativi  per proporre arte e immagine nella scuola 

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